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Rientri

E dopo le upupe a primavera, stasera una civetta sul pino davanti a casa. La gattina cui cerco di spigare che non può camminare sulla tastiera.

Considerazioni sulla malizia, sulla profondità dei momenti intimi con sconosciuti, su che tipo di relazioni vorrei, sul libro che ho iniziato (Zero zero zero di Saviano: ovvero come la coca disegna il mondo), su come nessuno è giudicabile nei trip che decide di seguire (quando ha la fortuna di poter scegliere), sulla trama che regge le vite.

Odori familiari o ritrovati, storie che possono cambiare la tua storia.

 

Domenica sono venute a trovarmi le mie ziette acquisite, ovvero le storiche amiche di mamma. Una c’era mentre nascevo, l’altra l’ha accompagnata a veder la casa di cui si era innamorata. Quella Casacarnaro che io poi ho venduto per prendere questa.

C’era anche la mia mamma, tutte e tre con rispettivi mariti, che sono stati gentili e divertenti ma hanno fatto sfondo, diciamolo.

Abbiamo parlato, tutte insieme e a tu per tu, mi hanno consigliato l’abbigliamento per un matrimonio, hanno opportunamente lodato la casa, le ho portate al Wave Market che era stato allestito nel mio vivaio (meraviglia!) dove abbiamo acquistato tutti insieme la splendida stampa della sirena e del marinaio al chiaro di luna, che ora intenerisce i miei rientri.

E poi Martedì è venuta l’amica Q con Mina, la pupa tonda e buonissima di cui sono io la zietta acquisita… abbiamo fatto il primo pranzo all’aperto di questa casa, abbiamo parlato come se vivessimo ancora a due passi, abbiamo progettato modifiche nell’arredo, e ho visto in un attimo tutti i piani temporali fondersi l’uno con l’altro: nuove e vecchie pupe, ziette che nascono e i cui figli si sposano e che erano i bimbi delle settimane estive e che un domani ecc.

Ho sbagliato: non un cerchio, ma le onde.

Onde di tempo una sull’altra.

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…ho capito che nel mondo ci sono i Marinai, e ci sono i Porti. I Marinai sono quelli che fermi in un punto non ci sanno stare; che prendono ogni occasione -anche quelle sbagliate- e ne fanno un’arte; che vedono mondi orrendi e incantati; che in ogni porto hanno un amore, e ogni volta amano con tutti se stessi; che non li vedi mai per quelli che sono realmente, se non al porto che hanno scelto come base. E poi ci sono i Porti, che viaggiano nelle parole dei marinai, e si lasciano incantare; che attendono in eterno anche se non lo sanno; che prendono tutto come viene, e per loro tutto è giusto ed esotico; che amano di rado ma accolgono volentieri.
I Marinai che conosco ( Diana, Luca, Ilaria, Raffaella, Saretta, Giulia,Francesca ecc) sono diversissimi tra loro.
I Porti che conosco (Daniele, Giulia, Paola, io, ecc) hanno sempre un segreto che i marinai non sanno.

Inevitabilmente, l’attrazione è reciproca.

missing piece

Ogni tanto, qualcuna di queste strisce è proprio adeguata.

http://www.incidentalcomics.com/2016/05/the-missing-piece.html

 

Care naiadi orfane da tempo di oroscopi dedicati e -cerchiamo di ricordarlo- totalmente inventati, bentornate. Ovviamente sono bentornati anche i sireni, che però siccome la parola non è al maschile, si beccano il femminile pure loro.

 

Oroscopo a partire dal 3 marzo, finché non ho voglia di scrivere quello nuovo

hipstermermaid

Care sirene,

Avete fatto tutto quanto è in vostro potere per difendere i vostri confini interni ed esterni, senza cadere nella scortesia, o peggio nell’indifferenza?

Io credo di si, e credo sia stato faticoso ma necessario.

Ma se persone, situazioni o oggetti sono state delle perturbazioni cui resistere fino ad ora, sono felice di dirvi che le cose stanno cambiando. Non nelle persone, situazioni o oggetti, ma in voi.

Stanno arrivando infatti PROPRIO i suggerimenti di cui avete bisogno per passare allo stato successivo: trasformare le perturbazioni in risorse.

E’ possibile ad esempio che il tempo perso nei trasporti pubblici, cui prima resistevate con un libro, diventi un’incredibile fonte di ispirazione. O che riusciate ad incanalare a vostro vantaggio l’energia di una persona volenterosa ma goffa. O ancora, che troviate dopo anni la funzione di un misterioso oggetto che prendeva polvere sullo scaffale.

Per ispirarvi sulle possibili implicazioni di un cambiamento così utile, vi propongo l’articolo che ha ispirato me.

(E’ sulla permacultura però, devo avvertirvi).

 

 

 

Punti di vista

Come sempre, quando ci sono su feisbuc delle diatribe dicotomiche (vaccini/non vaccini; omeopatia/allopatia; gatti/cani; sentinelle in piedi/arcobaleni seduti), i toni si fanno subito accesi.

Il punto è che condividere e poi dimenticare è estremamente semplice, bastano un clic e una lavatrice da dover stendere, mentre smentire o confermare richiede applicazione, tempo e una certa serenità curiosa.

L’impunità della leggerezza garantisce che se un domani viene dimostrato che i vaccini fanno male, o ugualmente che l’omeopatia è una cazzata, potrai fare spallucce (che tu sia un razionalista o un alternativo) e dire  “L’ho sempre saputo” se eri a favore, e “In fondo che importa?” se eri contro. Se sei stato MOLTO convinto, e i tuoi toni sono stati MOLTO accesi, magari puoi eticamente concederti un “Uh ma guarda” se avevi torto.  Tra un anno, due, dieci, chi verrà a prenderci a schiaffi (ovvio, non sono esente dalla tentazione dell’impunità) per aver sputato merda per giorni, accanendoci su un argomento ancora non del tutto dimostrato?  Nessuno. Che poi, a ben guardare, NULLA è ‘ definitivamente dimostrato‘.

Abbiamo appena iniziato a scalfire la conoscenza del mondo, e in buona parte non arriveremo mai alla fine, un pò perché la superscienza tende all’infinita espansione, un pò perché conoscenza oggettiva e opinione emotiva molto spesso sono indissolubili (benché chi si occupa di superscienza lo neghi). Per dire, in medicina è evidente: è “la panza” che guida la ricerca, e basta una premessa differente per smontare una certezza.

Faccio un esempio di diatriba per chi non è su feisbuc, l’argomento è: pubblicare foto di figli online.

Queste le ragioni contro e pro di due mammeblogger piuttosto note.

Ce n’è una giusta? Io continuo a dire che, a meno di avere questa stessa loro consapevolezza nella scelta, sia preferibile una via di mezzo (evitare foto su profili e copertine, che sono pubblici, e mantenere delle impostazioni relativamente controllabili sugli album)… ma anche lì, è opinione.

Voi che ne pensate? E di quello che pensate, potreste dire che è la ragione?

In buona sostanza, il buon proposito del 2016 è garantire (a me stessa) una completezza di punti di vista su quello che mi interessa (e un sanissimo silenzio su quello che no).

Poiché nessuno è immune dalla superficialità, e io men che meno essendo da sempre ingenua fino alla gonzaggine, gradirò assolutamente una “tirata di manica” ogniqualvolta mi sbraco sul divano del qualunquismo. Benché io ammetta che è molto comodo, il rischio di piaghe da decubito è troppo alto.

 

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Fuori dal letargo

L’altroieri sono andata alla presentazione di un libro al centro, e mi sono fatta uno struggente giretto di Roma al tramonto prima, e una serata piuttosto surreale ma piacevole dopo.

Ieri sera a cena a Fiumicino un amico una cena di pesce e un lungomare spumoso hanno creato uno spettacolo di sensi.

Stamattina sono stata al primo interessantissimo incontro di orticultura nella magnifica ex-cartiera latina, poi un giretto al vivaio, poi alla visita guidata a Big City Life, ovvero il progetto di streetart in un comprensorio di Tor Marancia, illustrato da un ragazzo del quartiere che ci ha incantati raccontandoci, nomi e dialetto alla mano, il significato e la storia di questi quadri giganti.

Decisamente sono felice di aver optato per essere più fruitrice che organizzatrice.

immagine-copertina_Big-City-Life_Tor-Marancia-Roma