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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Ed eccoci all’appuntamento estivo con l’oroscopo immaginario per creature immaginarie ma non per questo meno reali.

Dite com’è possibile.

Insomma. Anche Breszny si inventa le cose, non vedo perché a me dovete chiedere conto a lui no. Dunque cominciamo.

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Sireno e sirena russi del 1886, lui hipster lei appoggiata all’aria, sono stupendi.

 

Alcune balene, così come i delfini, dormono con mezzo cervello alla volta. Pur essendo un sistema molto pratico, il mio suggerimento per le prossime settimane è di evitare qualunque tipo di coinvolgimento a metà. Quando sei sveglio, sii sveglio, perché si preparano grandi cambiamenti* . La pianificazione richiede il massimo dell’entusiasmo, della creatività e della lucidità. Nondimeno, il riposo deve essere davvero rigenerante per essere efficace, quindi ti consiglio anche di approfittare della generale dilatazione estiva di giornate e orari, per oziare senza ritegno e senza pensare ad altro.

*Non ci credi ? Fai bene. NESSUNO può sapere cosa accadrà, men che meno  “uno sferoide luminoso di plasma che genera energia nel proprio nucleo attraverso processi di fusione nucleare” . Comunque visto che il suggerimento è buono, se ti piace usalo.

 

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Ciao Freud, ciao!

Quando riesco a sognare sono molto felice. Significa che ho dormito bene, che ho dormito tutto quello che serviva.

E adoro sognare quelli che non ci sono più. Mi sembra l’unico modo di rivederli, per noi che non crediamo in un aldilà. Mi sveglio con la sensazione di aver partecipato ad una bella festa, e con l’intima speranza di sognarli di nuovo.

Stamattina ero nella casa di Montesacro ( mi capita spesso che quella sia una location dei miei sogni. Dopo 37 anni lì dentro, vorrei vedere!), e nel lettone della stanza in fondo riposava Heide, la mia bella prussiana in camicia da notte. Avrà avuto sì e no 86 anni, l’età in cui l’ho conosciuta, quindi perfettamente deambulante e allegra.

L’abbiamo salutata l’anno scorso, a 94 anni, durante gli ultimi mesi si era appassita e aveva iniziato ad allenarsi seriamente per il sonno eterno: dormiva come i vecchi gatti, 23 ore al giorno, e nell’ora rimanente aveva lo sguardo liquido di chi sta smantellando pezzi di RAM ormai inutili.

Il sogno era in soggettiva. Le sono andata accanto, l’ho presa per mano, e l’ho fatta alzare. camminava benissimo! Certo, era tanto che non si alzava, così all’inizio era un po’ incerta. Ma passo passo, sempre più spedite, arriviamo nell’altra stanza, riesce perfino a scavalcare il cordolino per entrare in balcone, c’è una bella luce, torniamo indietro e andiamo ad accarezzare quella che lei chiama col nome della sua gatta, ma di fatto è Bonny, che sonnecchia su una sedia, splendente nel candore soffice della sua pancetta irresistibile.

Torniamo in stanza, Heide è stata bravissima, abbiamo fatto tutto il giro della casa, si rimette a letto stanca ma soddisfatta.

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Ora c’è il sole che si infila nella mia splendida casetta, ho in braccio Creepy che fa delle fusa molto tangibili, sto per andare in giardino a dare l’acqua alle semine, e la giornata inizia che già:

  • ho rivisto la vecchia casa, bene bene dappertutto
  • ho avuto una soddisfazione da fisioterapista, con questa vecchiarella che si muoveva spedita
  • ho salutato Bonny, indimenticabile morbida compagna di due case e tre anni
  • ho dormito, che non è affatto scontato purtroppo

Se ci sono dei tristi significati reconditi, o delle paturnie irrisolte, gli amici psicologi stavolta si facciano i cavoli loro, perché a me sembra tutto stupendo.

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Novembre

In questi giorni qui al mare c’è un maltempo che butta giù tutto.

Non come a Belluno (cavoli che tragedia), ma insomma il litorale romano è stato ben spettinato, non necessariamente in male: alcune costruzioni che il mare ha buttato giù erano proprio dei mostri.

Così fuori, così dentro. C’è aria di rinnovo, e voglia di trarne il massimo.

 

la mia ostia

foto di @lamiaostia

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Dissolvo!

Sto per fare l’incantesimo “Dissolvo” su un grosso puzzle (tremila pezzi) che abbiamo costruito per mesi con le amiche di qui.

BacchetteMagicheHarryPotter

L’intuizione di disfarlo anziché incorniciarlo è arrivata stanotte, con scabrosa precisione e sonnacchioso dubbio. E se pensate che questi aggettivi siano scelti a caso tra quelli che mi piacciono, sbagliate, anche quelli sono venuti stanotte. Poi dice perché non dormi.

Potremmo disquisire (come d’altronde abbiamo già fatto) sul simbolismo di questa risoluzione: la caducità dell’esistenza; il fatto che la vera vocazione di un puzzle, come un mandala, si estrinsechi nel costruirlo e non nel conservarlo; sulla riconoscenza per aver condiviso un pezzo di strada senza aspettarsi che ci fosse una fine ma solo per il piacere di farlo.

E qualcosa potremmo dire anche sul gran peccato di perdere una così bella immagine e così tanto lavoro di coloro che hanno partecipato -peraltro dopo nove anni dall’acquisto- con più o meno entusiasmo, e a diversi gradi di abbiocco.

Ma siccome da qualche anno la semplificazione di ciò che può essere semplificato è uno stile di vita più che un motto, temo che al di là dei simbolismi la cruda realtà sia

che non so dove minchia metterlo.

 

Quindi arrivederci, caro compagno di numerose serate ed esilaranti ricerche, di cellulari  impazziti a cercare luoghi inesistenti su google map e bestemmie per le toponomastiche incomplete o illeggibili. Purtroppo, se appendo te rubo un muro ad una possibile libreria, spero capirai.

puzzle

 

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Paziente

Da qualche tempo ho un paziente psicotico. Alla prima seduta mi ha informato che lui viene da un altro pianeta.
“Ah, e come si chiama?”
“Viracocha. E anche mia moglie viene da lì. Alcune automobili hanno tecnologia viracocha.” (E’ fissato di automobili)
“Varrà la pena di acquistarne una”
“Costano molto.”
“Beh, però l’auto la acquisti una volta ogni tanto.”

Seconda seduta:
“Scusi, mi sono andata a leggere qualcosina: Viracocha non è una divinità Inca?”
“Mmmm si”
“Probabilmente avranno avuto contatti”
“Certo, è per questo che hanno chiamato una divinità come il pianeta.”

“eh infatti immaginavo”

Terza seduta:
“Mi dispiace, oggi non possiamo fare terapia. Hanno tentato di avvelenarmi, le conviene andare via.” (era stato male con la pancia)
“Chi l’ha avvelenata?”
“I russi, stanno per sbarcare. Me l’ha detto Agnelli in persona”
“Scusi ma non posso almeno restare a farle compagnia?”
“(sguardo scettico) …se vuol essere fucilata…Mi dia retta. E’ venuta con la sua seicento vero? Ecco risalga e vada”
“No, con una Panda, va bene lo stesso?”
“Beh meglio di niente”

Quarta seduta:
“Una volta sapevo nuotare molto bene, poi ho disimparato.
Ma credo che ora mio figlio mi aiuterà a recuperare. Lui nuota meravigliosamente, l’ha imparato… dai delfini”
“Ma è meraviglioso! Che fortuna!”
“Si.” (sorride compiaciuto)

 

slatfatf

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Non mi rassegnerò mai all’incredibile tristezza del dimenticarsi a vicenda.

Organizzare con efficacia sostanzialmente significa fare il possibile, e poi lasciare che tutto vada un po’ come gli pare.

Ospitare qualcuno a casa comporta il mettere una lente sulle proprie manie.

I glicini, le api e le rondini arrivano tutti insieme. I peli dei gatti in muta, i germogli e i pazienti-che-si-aggiungono, invece, sono graduali (ma  inesorabili).

giardino

Siamo genericamente più definiti dall’assortimento dei nostri difetti, che dallo sforzo con cui abbiamo ottenuto i nostri pregi.

Per me è necessario avere grande entusiasmo all’inizio di ogni cosa, senza quella spinta mi è impossibile reggere la botta delle inevitabili difficoltà.

Ballare è più difficile di quanto ricordassi, ma anche molto più utile di quanto credessi.

I tre giorni del convegno “Medicina Alimentazione e Pseudoscienze” sono stati bellissimi. Estrapolo dei consigli che mi rigirano per la testa:

  • Scegli le tue battaglie. Non tutto e non tutti valgono il tuo impegno.
  • Per la comunicazione scientifica con chi la pensa in modo diverso, fai tante domande per capire le premesse dell’altro: spesso l’informazione non passa perché non ci sono gli stessi presupposti.

 

 

 

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Le rondini!!

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