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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

In voliera fa troppo caldo, ma in scatola si sta stretti. Così da oggi ho un flexario*  in salotto, che oltre ad essere un indubbio elemento d’arredo, ha fatto felici i miei 15 pipi in riabilitazione che aspettano di imparare a volare. Ora sono tutti “apPANINati” dietro ad una tendina a fiori. Una sciccheria.

Ho un’auto nuova. Valentino si è finalmente arreso alla sua natura di macchina da rottamare (ognuno ha la sua missione, la sua era quella di spirare). In squadra con me, a fare la sciantosa al mare, è arrivata una -ovviamente- Panda, nuova stavolta, che aspetta il suo vestitino (un wrapping da esibizionista). Credo si chiami Olga, un bel nome Swing.

 

…anche questo allestimento è un’idea…

Le micie sono diventate due scapestrate, che dormono in giardino, mangiano al volo quando rientro, poi tornano fuori ad azzuffarsi con i gatti dei vicini e a pisolare sulle mie piante. Come si può intuire, le piante  non stanno proprio benissimo.

Purtroppo l’intensivo di Lindy Hop non mi ha trasformata magicamente in una ballerina provetta, quindi l’anno prossimo ricomincio da zero. Come se non bastasse, sono nel terribile momento ( accade nell’apprendimento di qualunque cosa) in cui non ricordo più l’unico passo che forse sapevo fare, confuso tra quelli che sicuramente non so fare. Quindi  nelle occasioni sociali , dove prima ballavo sfacciatamente infelicitando i poveri leader cui capitava la follower pippa, ora vado solo per sentire i concerti dal vivo. Comunque mi dice bene, visto che lo Swing è l’unico genere che io abbia mai bazzicato per il quale i gestori dei locali fanno a gara ad avere le formazioni più prestigiose e di più elementi, in totale controtendenza rispetto al panorama musicale che ho conosciuto fino ad ora (che io ricordi, nel rock nell’indipendente e nelle cover, la regola dei gestori è: pochi, poco costosi, e con molto séguito, possibilmente di sbevazzoni)

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Ho prenotato le mie vacanze, la famosa solitaria sulle isole greche che sospiro da tempo. Come sempre, finché non sarò sull’aereo, mi aspetto l’intoppo. Sono una donna ottimista, ma anch’io ho i miei limiti. Le vacanze sono senz’altro tra questi.

Tutto ciò è possibile perché mi sono nuovamente indebitata con lo stato, con la banca, e con il mio senso di autonomia. Ciccia, si hanno 40 anni una volta sola. Se non si può essere un po’ incoscienti adesso, quand’altro mai?

Ho molta voglia di scrivere, ma

1) quando si sta bene è difficile essere ironici -per me il sarcasmo è la salvezza nel dolore, non la celebrazione del gaudio- e

2) non ho tempo. Quest’anno c’è ancora tutto in ballo: lavoro, animali, persone, aperitivi, gite, piante, libri, inizi.

C’è di buono che quando il panorama è così pieno, il passato sembra lontanissimo. Anche se è passato da poco. In compenso, non si riesce a leggere un libro in breve tempo, a meno di staccare tutto (per tutto intendo telefono lavoro cervello sussistenza di base) per  almeno un giorno intero.

Mi accorgo or ora che il computer fisso fa un inquietante rumore di pop corn, il che è strano visto che l’ho ricevuto in regalo d’occasione nel klondike. Spero si mantenga, altrimenti sperimenterò il ritorno alle caverne. I pipi ne saranno entusiasti.

 

*Il flexario è una scatola grande con lo scheletro di tubi di plastica, e le pareti di zanzariera resistente. Chi non ne desidera una??

Risultati immagini per flexarium

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…che poi aveva ragione la Leoncina (che se vi ricordate è mia mamma):

Se hai tempo di stare al computer, non hai tempo di vivere. E viceversa.

E adesso, benedetto viceversa.

Dalla mia postazione in macchina (ormai diventata succursale di casa) ieri sera al telefono organizzavo contemporaneamente:

  • un evento con i pipistrelli
  • un clandestino* di swing al porto
  • due regali, uno di matrimonio e uno di 40 anni
  • un menù
  • un piano settimanale

…e ora vado, che sono in ritardo dalla paziente, da un’amica, all’appuntamento telefonico con un’altra, in azienda agricola, e in campagna.

La revisione di questo pezzo verrà eseguita in data da destinarsi.

*Un ballo clandestino è un raduno in strada non autorizzato per ballare insieme. Diversamente dal Flash mob, non ha una coreografia definita né una finalità diversa dal semplice ballare.

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Aprile 2017

Ora che mi sento come un topo nel formaggio, mi capita di fantasticare sul futuro: il prossimo passo è probabilmente un casale (disclaimer per i miei genitori: tra MOLTI anni, e comunque possono stare tranquilli che quel giorno non chiederò a loro un aiuto per il trasloco )

Il destino, invece di pensare: “Beh vedi, si sente così tranquilla che ha ripreso a fare progetti, ha pure recuperato la fissa del casale!”, deve aver pensato al trasloco come i miei, e così sta allestendo un bel po’ di piacevolezze per non farmi sentire neanche l’ombra di una stasi.

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Tornare a pattinare, per dire, mi ha riportato un piacere del movimento che cercavo da tempo. Non sarebbe stato possibile senza l’osteopata, dalla quale peraltro torno tra un’oretta.

L’osteopata è una iusm (non fisioterapista quindi), bionda gnocca sportiva e svampita. Tutti dicevano che è bravissima. Io la detestavo. Pensavo fosse spocchiosa, e falsa.

Così ho pensato: “Stelmarì, non è da te. O sei gelosa perché ti dicono che è brava (che ci può stare),  oppure è un pregiudizio perché non è fisioterapista, e questo è il modo insopportabile che hanno molti tuoi colleghi di sentirsi Stocazzo, quindi rimettiti a studiare come prima cosa, dopodiché riprova a prendere appuntamento e vai a vedere perché ti sta sul culo”. E così ho fatto. E’ brava veramente, quindi finalmente anch’io ho un’aggiustaossa. Senza contare che riprendere a studiare è sempre un bene.

Mi sono anche innamorata del Lindy Hop (il ballo swing), per cui adesso faccio quelle robe surreali di passare la domenica mattina sui tutorial per imparare i primi passi (sono una pippa) in attesa di iscrivermi ad un corso. Mi devo sbrigare, perché quest’anno a Senigallia ci vado, e vorrei evitare di farmi prendere troppo in giro.

Sebbene io non ne faccia una questione di dignità, sia chiaro: quella l’ho persa tanti, tanti anni fa, credo quel giorno in cui ho preso l’autobus da Piazza Sempione verso Tiburtina, sola, vestita da Sailor Moon, in un’epoca in cui i cosplayer di oggi non erano ancora nati. Avevo 24 anni, e se ci ripenso ancora oggi credo che di tante figure di merda quella sia stata una delle più rischiose… Ma non divaghiamo.

Oltre al pattinaggio, al Lindy Hop, al lavoro, al fare il salvadanaio al solo nobile scopo di pagare le tasse, al temere questa guerra che vedo arrivare a grandi falcate, e a constatare le 10 piccole differenze tra i miei rapporti di qualche tempo fa e quelli di ora, continuo a godermi micie e giardino.

Ieri di Upupe sul pino davanti casa ce n’erano DUE (l’anno scorso una) come a dire che anche loro volevano fare la loro parte per movimentare la questione. Mi è dispiaciuto non aver segnato quest’anno il giorno in cui ho notato l’arrivo delle rondini, fatto sta che ora il lungomare è tutto uno stridìo.

Sono stata in barca per Emergency, sto visitando Roma come poche altre volte, ho creato un gruppo per chi vuole sapere cosa c’è di molto fico da fare , e adesso vado a farmi aggiustare le ossa.

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Intervista

Ciao a tutti, siamo di Radio Sticazzi, oggi per la rubrica “cose interessantissime” intervistiamo Stelmaria, che ha deciso di riaprire il blog dopo le blande insistenze di un’amica.

RS: “Salve Stelmaria, come mai ha riaperto il blog?”

S: “Mi mancava, quella revisione dei pensieri. Quando l’immaginazione è solitaria, tende ad essere confusionaria. Sapere che l’amica legge, mi costringe ad un editing di questo sfarfallìo mentale.”

RS: “E allora perché l’aveva chiuso?”

S: “Perché entravo in una metamorfosi, e durante le metamorfosi tutte le creature sono vulnerabili”

RS: “Durante quest’anno non ha scritto?”

S: “Ho scritto ma erano semplici resoconti pallosi, e ho trasferito tutto”

RS: “Può farci un riassunto non palloso?”

S: “L’estate scorsa: volo in parapendìo, vacanza con amici a Piombino, grosso lutto, compleanno surreale con terremoto. Autunno: amiche ostiensi, nuovi inizi lavorativi, amici storici a casa, compleanno della casa. Inverno: letargo.”

RS: “Molto esaustivo. Può darci un’anteprima di come sarà questo nuovo scrivere sul blog?”

S: “Certo, saranno perlopiù scemenze. Less is more, la felicità è nelle piccole cose, e quella roba lì”

RS: “Ringraziamo Stelmaria per l’intervista in esclusiva, e passiamo alla rubrica Pulire la Verdura, seguiteci!”

Risultati immagini per pulire la verdura

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cinismo illustrato

cinismo illustrato (bored panda)

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missing piece

Ogni tanto, qualcuna di queste strisce è proprio adeguata.

http://www.incidentalcomics.com/2016/05/the-missing-piece.html

 

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In un noto soscialnetuorc mi sono imbattuta in questo video bello, istruttivo e interessante (quindi pian piano vedrò anche tutti gli altri)

Il potere dell’empatia (Brené Brown)

Sono solo due minuti e mezzo, ce la potete fare.

Ora però voglio dire una cosa.

Tutti a dire “Volpe ti capisco” e “Bravo orso”.

Tutti a ridere dell’antilope (sarà un’antilope?).

Ma qualcuno si è chiesto come si deve sentire l’antilope ?

No.

Qualcuno si è chiesto perché l’antilope non scende nel pozzo?

Magari non può.

Magari avrebbe degli attacchi di panico talmente potenti che non sarebbe più utile a nessuno, orso e volpe in primis.

Magari teme di spaccare la scala, e poi vi voglio ad uscire.

Magari l’antilope quando è stata orso ha visto crescere le nuvolette fino a creare un mostro imbattibile che ha sopraffatto entrambi. Mi è successo a 17 anni, con una donna che non ho mai più visto (ah ecco, calcoliamo anche la paura di perdere la gente và.)

Bene, poiché, volente o nolente, io sono chiaramente l’antilope (non per tutto e tutti, ovvio, anche se la volpe penserebbe di sì) , vi dico questo:

“Sandwich?”

In fondo, anche i tristi mangiano, e forse di volta in volta ognuno ha un ruolo.

Non tutti siamo orsi, anche se ci piacerebbe. O almeno non sempre.

 

 

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