Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Riassunto dell’anno’ Category

Ok, foto a parte:
  • sono passati 13 anni dalla mia prima ‘solitaria’ a questa seconda, e per quanto mi riguarda possono passarne altri 13, perché sì viaggiare da soli è bello e si conosce un sacco di gente, ma in compagnia ci si diverte troppo di più
  • Milos stupenda, Santorini Meh, Creta grande e montagnosa, con alcune strade da brivido e mille differenze tra qui e ——> qui
  • non sono ancora persuasa che quel colore sia *del tutto* reale
  • anch’io voglio fare il giardino tutto bianco e vari blu
  • decisamente non sono una malata di viaggi, ma ogni tanto uno ci sta proprio bene
Annunci

Read Full Post »

E dopo le upupe a primavera, stasera una civetta sul pino davanti a casa. La gattina cui cerco di spigare che non può camminare sulla tastiera.

Considerazioni sulla malizia, sulla profondità dei momenti intimi con sconosciuti, su che tipo di relazioni vorrei, sul libro che ho iniziato (Zero zero zero di Saviano: ovvero come la coca disegna il mondo), su come nessuno è giudicabile nei trip che decide di seguire (quando ha la fortuna di poter scegliere), sulla trama che regge le vite.

Odori familiari o ritrovati, storie che possono cambiare la tua storia.

 

Read Full Post »

Ieri ho deciso che avevo finito. Non ho finito veramente, ma a un certo punto bisogna fermarsi, altrimenti ci sarà sempre un’altra mano di rasante da dare, un angolo da stuccare, una ritoccata di pittura sugli aloni. Ho dato una pulita generale (continuerò a togliere polvere e macchie di pittura per tutto il 2016 suppongo) e tolto lo scotch carta.

Togliere lo scotch carta è il gesto che decreta la fine dei lavori: da quel momento in poi sono rifiniture. E’ come spacchettare un regalo, come togliere il cellophane da un imballo, come tagliare l’etichetta dei vestiti.

Il camino tira benissimo, il che significa che consumerà una quantità spropositata di legna… prevedo anni a trafugare rami caduti in qualunque boschetto disponibile. Ma quando lo vedo, il culo che mi sto facendo acquista significato, per cui bene così.

cropped-catasta-di-legna

In compenso, so che il primo anno (facciamo dieci) in una casa sconosciuta è costellato di scoperte, piacevoli e soprattutto spiacevoli. Per esempio da me la portafinestra sarà da sostituire, i termosifoni del salotto perdono (ora ci sono due graziose tazze sotto alle estremità), le serrande sono sbilenche, la porta fa spifferi… Insomma la lista “cose da aggiustare” è bella cicciosa, ma siccome ho finito le monete farò una cosina per volta.

Direte ma allora che lavori hai fatto fare. Imbiancata parziale, trasporto e montaggio del camino, demolizione del casottino, sostituzione di una finestra, e cordolo del vespaio in giardino (creava infiltrazione).

A voi non interessa, ma io me lo scrivo perché quando sarò arrampicata sulla scala a sostituire la serranda con il tutorial aperto e le madonne volanti, sarà utile avere sottocchio il percorso fatto.

Oggi inizio a traslocare, e conto di finire perché di vivere di nuovo in due case (come anni fa) non presenterebbe i vantaggi che aveva all’epoca.

Senza contare che martedì io faccio l’albero, e devo avere le mie cosine sotto mano,  nei giorni seguenti vorrei confezionare i regalini che ho in mente, e ho la smania di giocare in giardino (ora è devastato). Insomma ho fretta di avere tutto là.

albero+di+natale

Inoltre per capodanno arriva un’ospite il cui buon gusto mi mette in soggezione:  la casa sta già assumendo quell’aria pratica e spartana che mi caratterizza, pertanto è piuttosto lontana dal concetto di comfort ed eleganza che invece caratterizza l’ospite in questione…

Vuol dire che la porterò spesso al mare, così che la vista dell’orizzonte sopperisca all’austerità dell’alloggio.

Vado a traslocare, vi avverto quando finisco eh.

Read Full Post »

Oggi ho fatto il cambio di residenza (Clarita colpisce ancora), pertanto dalle 11 di questa mattina sono ufficialmente ostiense.

Paradossalmente, ho esultato dentro di me come non avevo fatto né al rogito, né sul tavolo di trattativa con operai architetto e volenterosi (troppo, forse) vicini.

Allora mi è venuta in mente la richiesta interminabile di cittadinanza del protagonista di “La Citta della Gioia”, che è un pretino missionario fissato col voler diventare indiano come i residenti della favela in cui sceglie di fare servizio. Quando ho letto il libro mi pareva questione di poco conto rispetto alle varie peripezie che gli toccano in sorte, invece alla fine ho capito che aveva il suo perché: la burocrazia, specie quando è macchinosa come quella di Roma o di Calcutta, sancisce.

Per festeggiare, ho impugnato le mie nuove splendide cesoie (autoregalo anticipato di tesi) e ho ingaggiato battaglia con il glicine spettinato del giardino. Così ho scoperto:

  1. Che il mio glicine è secco, l’esuberanza proviene in effetti da 3 piante allegrotte esterne alla recinzione. Significa che la mia aiuola aspetta altre verdure prossime venture, che sceglierò con maniacale perizia ed entusiastica incoscienza.
  2. Che la yucca non è così tremenda da tirar giù con la seghetta a mano… difficile sarà scalzarne il troncone, e smaltire il tutto. Fortuna che conosco dei giardinieri.
  3. Che la palma ha radici troppo estese per offrirle una chance di espianto: giù, segata pure lei! Io le odio, le palme.
  4. Che ho comprato una casetta davvero graziosa, la quale mi richiederà pomeriggi interi di PuffPant (come nei fumetti di Paperino) per ottenere una vaga somiglianza con quello che ho in testa*.
  5. Che Gradi Plato c’è anche a Ostia, e Giovedì arrivano le Shlenkerla. Sabato vado a prendere il camino. Fate voi.

*che è tipo questo:

idee-balcone-fiorito

Read Full Post »

PRESA

Stamattina, visto che c’ero, ho comprato una bella casetta.

Read Full Post »

E così, dopo il funerale del papà di un amico, e prima dell’ incontro con una cara amica, mi è scoppiata in faccia la cucina.
Proprio esplosa.
E’ stato il forno, per l’esattezza.
Sportelli divelti, rinculo dell’esplosione, certezza della morte, spavento attonito. La micia… dov’è la micia? Ah eccola, incolume anche lei.

Vi è mai scoppiato in faccia un forno? Beh, se avete nemici, augurategli questo. E’ la certezza della fine.
Anche l’ultimo bruscolo  (probabilmente briciole di ferro dei fuochi, zompati in aria durante il botto che ha divelto un’anta della cucina, alzato l’affettatrice, scoppiato un piatto e sradicato la cucina dal muro) se ne è andato dagli occhi, e sono qui a raccontare stralunata e illesa, dell’incidente stupido che avrebbe potuto tranquillamente allontanarmi da tutti per -tipo- sempre.
Domani sarà il primo giorno di un’altra vita, una vita rubata al caso.
Non avrei voluto raccontarvelo, perché alcuni tra voi avranno una rabbia e una preoccupazione retroattiva che andranno a sommarsi alle decisioni da prendere a seguito di tutto ciò, e io davvero non ho bisogno  di rabbia e preoccupazione altrui, mi bastano i minuti rannicchiata con la gatta in  braccio, a sperare che nient’altro scoppiasse.
Lo scrivo perché è da ricordare, e perché domani sarà il primo giorno. Io ora non lo so, grazie all’amica che mi ha distratta abbastanza da rimettermi al mondo, ma domani lo saprò.

E’ il primo giorno di un tempo che avrei potuto non avere. Se sarà tutto uguale, ma un pochino diverso, sarà per questo.

Read Full Post »

Certo, il rogito di una casa in cui si è vissuto 35 anni è un momento importante.

Certo, l’apprensione che qualcosa vada storto all’ultimo è flebile ma c’è.

Certo, le notizie di un prelievo forzoso sono sensazionalistiche e ancora fumose, ma non rassicuranti per chi sta vendendo e non sa quando comprerà.

Certo, sono molti i momenti importanti vissuti qua dentro.

Certo tutto.

Ma spero che ci sbrigheremo, perché Creepy è senza cena, e le misticanze appena piantate non possono stare senz’acqua.

avvocatogeorgearistogatti

Read Full Post »

Older Posts »