Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Manuale degli antidoti alla tristezza’ Category

 

draw-a-mermaid-001

“Siccome mi sveglio alle 6 e non ho voglia di darmi subito da fare, oggi cara sirena ti voglio fare un vaticinio, una previsione,o se vuoi una profezia.

Sarà attendibile? Sarà risolutiva? 

No.

Primo perché io le stelle non le bazzico, e secondo perché siamo tante sirene nel mondo, è impossibile che una previsione vada bene per tutte. Ma che ci importa? Se non succede nulla, potremo sempre pensare di essere le eccezioni.

Quindi io predico a tutte noi che nei prossimi giorni succederanno almeno:

  • un evento inaspettato (bello)
  • un episodio divertente (ma pure tu guardati intorno, se te ne stai sempre a casa c’è poco da ridere)
  • una nuova conoscenza (non per forza con un essere umano)
  • una restituzione (pratica, emotiva, di salute o di oggetti)
  • …e un incontro piccante (vale tutto: peperoncino, sesso, zenzero, pensiero)

Se riesci a viverli tutti in uno (tipo: incontro piccante e inaspettato con una persona divertente che ti restituisce la voglia di ballare, ma vanno bene anche delle combinazioni meno scontate) vinci il portachiavi della magica botta di culo.”

Pokémon presenta sus peluches con forma de culo

 

Annunci

Read Full Post »

In un noto soscialnetuorc mi sono imbattuta in questo video bello, istruttivo e interessante (quindi pian piano vedrò anche tutti gli altri)

Il potere dell’empatia (Brené Brown)

Sono solo due minuti e mezzo, ce la potete fare.

Ora però voglio dire una cosa.

Tutti a dire “Volpe ti capisco” e “Bravo orso”.

Tutti a ridere dell’antilope (sarà un’antilope?).

Ma qualcuno si è chiesto come si deve sentire l’antilope ?

No.

Qualcuno si è chiesto perché l’antilope non scende nel pozzo?

Magari non può.

Magari avrebbe degli attacchi di panico talmente potenti che non sarebbe più utile a nessuno, orso e volpe in primis.

Magari teme di spaccare la scala, e poi vi voglio ad uscire.

Magari l’antilope quando è stata orso ha visto crescere le nuvolette fino a creare un mostro imbattibile che ha sopraffatto entrambi. Mi è successo a 17 anni, con una donna che non ho mai più visto (ah ecco, calcoliamo anche la paura di perdere la gente và.)

Bene, poiché, volente o nolente, io sono chiaramente l’antilope (non per tutto e tutti, ovvio, anche se la volpe penserebbe di sì) , vi dico questo:

“Sandwich?”

In fondo, anche i tristi mangiano, e forse di volta in volta ognuno ha un ruolo.

Non tutti siamo orsi, anche se ci piacerebbe. O almeno non sempre.

 

 

Read Full Post »

Come riprendersi dalla fine di una storia bella ma troppo impegnativa:

1) prendere l’aereo per un posto amato, in questo caso Catania

2) andare ospite a casa di amici dolci, carini e simpatici che hanno 3 figliette deliziose

3) chiacchierare di tutto tuttissimo, giocare con le bimbe, fare il pane anche lì, stare davanti al camino e rispondere alle domande della bimba di 5 anni, per almeno 3 giorni

4) avere il gran culo di beccare l’eruzione dell’Etna, e vederla dal giardino, in una notte gelida e tersa, incorniciata dalle querce

5) ripromettersi di tornare presto, di fare altre cose insieme, abbracciare e ringraziare molto, essere abbracciate e ringraziate molto

6) volare verso casa con un tramonto strappacuore dal finestrino dell’aereo

etna

Read Full Post »

I.

Io: “Guarda, ci sono già passata. Sopravvaluti le tue convinzioni. E poi io davvero non lo voglio un uomo tra i piedi, in questo momento.”

lui: “Primo, vedersi non significa starsi tra i piedi. Secondo non sono le mie convinzioni, quello che ti ho detto è già successo. Certo, c’è la pupa, lei viene prima.”

Io: “Ovvio, quello non è in  discussione. Ma io non prendo neanche in considerazione l’idea di vedersi se 1) non parli chiaro con lei 2) non dite alle famiglie che anche se vivete insieme, vi siete lasciati 3) niente sotterfugi, se ci vediamo si deve poter dire la verità, laddove richiesta.”

lui: “ok mi pare giusto.”

—————————

Amica: “Brava vedo che hai imparato. Secondo te quanto ci metterà?”

Io: “Dai tre mesi ai tre anni, suppongo. Ho tempo per cambiare idea.”

————————–

quattro giorni dopo….

” Ciao. Allora ho risolto. Parlato con famiglia, parlato con lei. Tutto ok.”

“…”

“Magari durerà solo un mese, ma in questo mese devo poterti vedere.”

————————-

“Stelmarì, t’ha fregato.”

II.

“Salve, signora della banca. Dice che adesso ci sono dei tassi più vantaggiosi rispetto a quello del mio prestito vero?”

“Si, preferisce abbassare la rata, o estendere il prestito, mantenere la rata e avere qualche euro in più?”

“La seconda, così mi faccio un bel viaggio tranquillo, che non faccio una vacanzona da anni… sarebbe possibile anche intestarlo a mio nome, così lascio mio padre fuori da firme e adeguamenti?”

“Faccia vedere… sì, lei è un buon pagatore, quindi va bene. Ecco fatto. Tra 18 mesi possiamo ridiscutere il tutto, nel frattempo buon viaggio”

(Totale: 1 ora in banca. Non 6 settimane, 1 ora.)

III.

“Ciao cugina avventuriera con la quale partirò, sai che posso sia pagare le tasse sia venire in viaggio senza chiederti di anticipare?”

“Ah che bello, e come mai?”

“Così e cosà. A questo punto oltre alla repubblica dominicana vogliamo andare anche in dominica, che è l’unico posto dove potremmo vedere le balene anche fuori stagione?”

“Certo.”

IV.

“Ciao mammaleoncina, ti dirò una cosa. Questo viaggio è un perno di rotazione, quando torno comincio qualche esperimento, perché questa città è alienante e io mi sono rotta… so che puoi capirmi”

“Si, perfettamente. Brava figlia, cerca la dimensione a tua misura. Che la vita insegna, e adesso sei grande e sai come muoverti molto meglio di come facemmo noi.”

“Speriamo.  Ma tanto ormai se ne parla a Gennaio.”

“Bene. Ti vedo prima che parti?”

“Beh mancano venti giorni, una volta ti vengo a trovare.”

“Ah allora a presto. Avvertimi comunque, che questo mese ho un sacco di impegni.”

 V.

“Paziente giovane fammi capire come mai sei così dimagrita”

“Perché mi sono sposata a gennaio, e sei mesi dopo mio marito è andato a letto con una tizia. Dopo qualche tempo l’ho scoperto, a lui non ho detto niente, e mi sono messa d’accordo con l’altra. Mi sono fatta inviare tutti i loro messaggi da quel momento in poi, e ho scoperto degli abissi di bugia e meschinità che non credevo possibili. Sono stata malissimo, ma sono riuscita pure a partirci un weekend. Dopo il quale, io e l’altra l’abbiamo sputtanato. Insieme. Lui non credo si riprenderà, e forse neanche io.”

“Accipicchia, come hai fatto a reggere tre mesi così?”

“Non ne ho idea.. volevo vedere fino a dove sarebbe arrivato.”

“Beh prendi il lato positivo… Meglio prima che dopo.”

” Me lo segno, ma lo penserò tra qualche mese credo. Per ora aggiustami Stelmaria.”

“Ok, io però faccio solo il fuori, con il dentro te la vedi tu”

 VI.

“CAVALLO nero vecchietto che scavalchi il recinto e vieni davanti alla cucina di questo casale, DOVE VAI CON QUELLA SCOPA IN BOCCA, MOLLALA SUBITO SAI?!”

Read Full Post »

Carissimi.

Sono anni che ne parliamo. 

E’ ora di controbilanciare la tag  “il lamento della banshee”  con il tanto annunciato e mai pubblicato “manuale degli antidoti”.

Arriverà a morsi e bocconi, perché la consolazione si conquista cari miei, e perché la maggioranza degli antidoti che ho trovato in questi anni richiede una dote che va allenata: l’apertura mentale.

Capite bene che quando uno sta in modalità banshee vuole soltanto chiudersi in se stesso, per cui mica vi posso spiattellare tutti gli antidoti senza preparazione, altrimenti vi arricciate come puntarelle nel vostro inconscio e col manuale ci fate un focarello per scaldarvi i geloni dell’anima, e finisce lì.

Se non ricordate cos’è una banshee, e quando ne abbiamo parlato (in fondo era il 2009 sarebbe comprensibile) il link è questo.

Per degustare gli antidoti vi devo dire ancora una cosa: la disperazione si può esercitare con classe, il che è già un mezzo antidoto. Il recupero secondo me se ne dovrebbe fregare della classe, perché è come se voleste trasformare uno spirito etereo che vaga nei boschi irlandesi con lunghi capelli fluenti in questo:

rambo

Non si può andare troppo per il sottile, capite? E’ una metamorfosi impegnativa.

Ciò detto, procediamo con il primo antidoto:

Lo stupore .

Sai quando i bambini piangono, tu li ninni li culli li spupazzi li blandisci e quelli niente, lì a piangere come indemoniati? Cosa fate? Gli dite: “UUUUhhh guarda lì, guarda che bello!! ” (il dito indica una piantina moribonda, un piccione rachitico, un signore banalissimo e così via).

Il bambino smette, se non altro per chiedersi “cosa ci dovrebbe essere di bello?”

Infatti. Siccome siete adulti, e il piccione non vi basterebbe, dovete combinare lo stupore con il secondo antidoto: la bellezza.

Cioè, le cose che vi cercate devono essere belle veramente. 

Se siete così affranti da non riuscire a cercare, vi aiuto con un esempio:

http://gilbert-legrand.com/sculptures.html

 

 

(…continua)

 

Read Full Post »