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Archive for the ‘etologi per caso’ Category

…faccio la bat-sitter.

Di nuovo animalini teneri e rincoglioniti per casa; di nuovo situazioni surreali tipo partire con scatola di pipistrelli e scatolina di vermi; o andare in giro per Roma con una pipistrellina rachitica infreddolita infilata nella maglietta; o ordinare un caffè e mezzo bicchiere d’acqua calda per darle da mangiare.

Di nuovo telefonate che si chiudono con un improbabile “sono cresciuti? si sono infoltiti?” ;

Di nuovo entrare nella routine e pensare che sia tutto normale finché non incontri qualcuno che con il sopracciglio alzato ti fa notare che invece no, un po’ strano lo è.

pipo

Sentire intanto che dentro va tutto bene; che c’è una direzione; che  qualunque piega la vita prenda è la benvenuta; che in fondo poi essere felici è roba di piccole cose; che tutto è inscritto così bene che sembra quasi un cerchio; che le ferite si rimarginano anche se sono ancora così rosse; che ci saranno altri cambiamenti, ed è ovvio e giusto.

Sentire intanto che fuori è tutto diverso; che queste guerre astruse, così vicine, così sbagliate, sono fatte dagli stessi esseri umani con cui vai in vacanza, e non ha senso, e sbaglierei a dire che lo capisco, perché lo capisco così poco che non riesce nemmeno a guastarmi l’umore, che è come dire la vera distanza, la vera disumanità.

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E insomma la nuova inquilina è nera, spaventata, ha 5 anni, sterilizzata, enorme, lucida e regale. Non la conosceremo ancora per un po’ perché sta in balcone e ha detto che non uscirà per qualche giorno. Ha un nome sbagliato (“Birba” Ma dico io l’umiliazione) che le verrà cambiato appena ci rivela il suo, quello vero. Ha due occhi enormi e gialli. 


Prima conversazione: 

“Ciao Micia, io sono di quelle che lasciano in pace, non garantisco però per l’altra felina di casa. Se ti troverai male ti riporto in quell’antro puzzolente di desolazione in cui stavi da Ottobre sola con i tuoi compagni ciccioni. Ognuno ha i suoi gusti.”

“Io non ti parlo, sparisci umano sconosciuto. E da qui non esco.”

“Ok. Fai tu.Vieni Creepy, che ti coccolo.”
“Perché non gioca la felina gigante?”
” Dalle tempo, ha avuto una giornata difficile.”
” Va bene. Noi però ceniamo che ne dici? Quello che viene prima, viene prima”
“Giusto”

Purtroppo entrambe le macchine fotografiche sono fuori uso, altrimenti ve la farei vedere. Nera, comunque. 

 

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No, va beh.

Stamattina mi alzo e non trovo Ghost. 

Dopo ricerche furiose (ovvio che se non trovi un gatto cieco in una casa senza balconi, o sei Schrödinger, o lo cerchi pure in frigo) vedo la finestra del bagno.

Sinceramente, a quella del bagno proprio non ci avevo pensato.

Così, alla bella età di 8 mesi, il mio terzo gatto (su quattro), si va ad ammazzare in un modo idiota.

Non sul colpo, naturalmente. Ti vuoi risparmiare il dolore di vederla paralizzata, sanguinante e terrorizzata? Non ti vuoi passare la domenica mattina alla clinica veterinaria a farla sopprimere da una che non le trova la vena? No, scherzi, noi vogliamo tutto. Tutta la consapevolezza, tutto il dolore, tutta la pena.

Oggi non vi rispondo al telefono. E se volete fare una bella cosa, non chiedetemi niente. Ditemi solo che vi dispiace, se è vero, oppure non dite niente e parlate d’altro, oppure aspettate, ché tanto il tempo è galantuomo.

Lo so che non è colpa mia, ma oggi è un po’ difficile crederlo, non vi pare? Non avevo ancora finito di piangere Bonny e Lady, maledizione.

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Avviso ai visitatori

Si informano i gentili visitatori presenti e futuri di Casa Addams che Ghost e Creepy pur essendo ciechi hanno il loro caratterino che va oltre quel particolare delle orbite.

Nella fattispecie, Creepy ama essere accarezzata ma non vuole essere presa in braccio, e Ghost fa le fusa ma a distanza, e non vuole essere toccato. Come per i bambini, per i cani, per le piante spinose e altre creature, qui si cerca di rispettare lo spazio privato, pertanto siete pregati di non cercare di accarezzare Ghost, né di prendere in braccio Creepy. E visto che ci siamo, di non dare le ditate a me.

Altri bollettini  seguiranno.

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…a dire frasi sceme alla nuova pipistrellina.

E’ più forte di me.

“Brava Mordicchia, apri bene l’ala e fammi vedere questa frattura”

“Perché la ciucci, questa camola? è un verme, mica l’olivetta del Martini. Forza, su, usa i tuoi bei dentuzzi.”

” Lavati bene il muso bestiolina, non vedi che hai le cispe? ecco vieni qua ti aiuto col cottonfioc”

” No Mordicchia non te lo puoi togliere il kinesiotaping, cerchiamo di sistemare quest’ala dai.”

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Siccome dovrei fare le pulizie dentro a questa casa e non mi va, vi parlerò dei pipistrelli.

Come sapete, ogni tanto faccio la bat-sitter (ognuno ha i suoi hobby), quest’anno mi sono toccati i Molossi di Cestoni (ci sono altri post su di loro, con tanto di foto). La nostra convivenza funziona così: loro mangiano cacano e dormono, io mi faccio gli affari miei tranne quando gli do da mangiare, cioè 4 volte al giorno. Bevono latte, che gli do grazie ad una siringa con cannula e un ciuccio (una spugnetta piccolissima, quella degli ombretti per capirci). Loro quando prendono il ciuccio chiudono le zampe davanti (cioè le ali chiuse) sulla siringa, come se volessero tenerla. Fanno il tipico rumore di suzione, chiudono gli occhi a volte, sono in tutto  e per tutto dei piccoli mammiferi in estasi durante la poppata.

Sono buffi, molto morbidi, non si attaccano ai capelli, non sembrano topi volanti… sembrano piuttosto dei cagnolini in formato piccolissimo. Non volano perché sono cuccioli, anzi se volassero non li avrei perché non sarebbero caduti dal nido. Non mordono, anche perché all’inizio non hanno denti. Hanno un profumo stranissimo, selvatico e un pò dolciastro. Fanno le cose da cucciolo, tipo sbadigliare, grattarsi, lavarsi, sgranchirsi, litigare tra loro . Quando litigano a volte si prendono a sberle, dandosi le zampate (sempre le ali chiuse) in testa. Le zampine vere e proprie, quelle dietro, servono per tutto: arrampicarsi (salgono in retromarcia per restare a testa in giù), grattarsi , aggrapparsi.

Dopo aver mangiato devono avere la pancetta al caldo, quindi gli faccio una borsa dell’acqua calda da mettere sotto la scatola dove vivono, anche se fuori fanno tremila gradi. Loro scelgono il posto e si spiaccicano sul fondo caldo della scatola. Quando cominciano ad essere più grandi, che mettono il pelo e qualche dente, si inizia a svezzarli, con un orrendo pastone composto  di omogeneizzati e uovo. Loro gradiscono molto. Quando sono svezzati del tutto e hanno tutti i dentini belli aguzzi, possono passare agli insetti. Non avendo alcuna intenzione di crescerli cacciando falene per tutto il giorno,( anche gli hobby hanno un limite) il problema degli insetti si risolve con le camole, dei vermi schifosissimi che non vi descrivo per buon gusto.

Infine la parte più complicata: cercare di farli volare. Non sarebbe difficile, se si avesse un posto dove fare le prove di volo, ma purtroppo trovare una stanza completamente vuota (se no si vanno a infilare in qualunque pertugio buio che vedono) abbastanza bassa da riuscire a recuperarli se si appendono, ma abbastanza alta da poter volare comodamente, abbastanza ampia ecc ecc…  incredibilmente non è facile. Anzi, se dovesse vernirvene in mente una fatemelo sapere, che i cosi qui si devono esercitare.

E questo era per presentarvi i miei ospiti.

Ora devo proprio fare le pulizie, temo.

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…è incredibile, ma mentre facciamo il giro di raccolta la maggior parte delle domande è frutto di credenze vecchie come il cucco (qualunque cosa sia questo cucco dalla proverbiale vecchiezza).
tipo:
Ma  è vero che si attaccano si attaccano ai capelli e non si staccano più?

No.
Si attaccano genericamente a degli appigli abbastanza in alto, possibilmente superfici non lisce (si alle tende, no agli stipiti, per dire), ma se sono spaventati possono attaccarsi a quello che trovano: capelli, vestiti. A quel punto come si fa? Si tolgono. Non sono vischiosi, non sono aggressivi, sono pelosetti morbidi e profumati. Hanno le zampine a pettinino, quindi si tolgono come dei piccoli pettinini: piano piano. Se avete paura che mordano, prendete un guanto, una stoffa, un canavaccio. In generale non mordono, al limite danno dei mozzichetti innocui, ma perchè rischiare? Una stoffa, e via.
Depositate il pipistrello fuori, e quello quando si è ripreso dalla paura se ne va. 

E’ vero che diventano grandi?

Quelli italiani no. Sono lunghi al massimo come il palmo di una mano, ma l’apertura alare è il doppio quindi possono sembrare più grossi. Tutta scena.

Mangiano le zanzare?
Dipende dalle specie. Comunque mangiano insetti notturni per le specie notturne, e diurne per le altre (ma và?). Quelli che mangiano le zanzare, arrivano a tremila al giorno. altro che baigon!! 

Che gli dai da mangiare?
Io ora gli do o una pappetta ricostituente, o dei vermi schifosissimi. Li rimettiamo in sesto, e speriamo bene. 

Perché non lasciate che la natura faccia il suo corso, e li lasciate là?
Perché cadono in un cortile in mezzo ai palazzi  (o  sui balconi), e a parte la puzza, e il fatto che alla gente potrebbe anche far comodo che glieli togli, quelli di questa colonia sono particolarmente rachitici, quindi si sta cercando di capire cos’è che non va: alimentare i migliori, e vedere se se la cavano, è un modo di studiare la colonia, e capire se il problema è solo alimentare. La maggior parte vengono comunque soppressi ma con l’iniezione invece che di fame di sete o schiacciati dalle macchine. 

Dopo aver ricevuto le risposte, accarezzato il peluccio morbido, visto i musi buffi e sentito il verso, la maggior parte della gente diventa subito sostenitrice dei Molossi, e ce li fa trovare la mattina già al sicuro nelle scatole. Potere della conoscenza!
Le foto le vedete qui:

http://www.flickr.com/photos/mastroleo/

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