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Archive for the ‘etologi per caso’ Category

Animalia & co.

Come molte altre notti di questa estate, Swiffer anche oggi ha dormito fuori. Per le 8, davanti alla porta finestra, ha sfoderato il suo miagolio -che purtroppo per me io trovo adorabile, quindi non riesco a spazientirmi-  si è fatta aprire, si è lanciata sui croccantini, dopodiché è filata sul ripiano preferito a dormire come un sasso.

Un’adolescente insomma.

Forse dovrei farle presente che questa casa non è un albergo, come nelle migliori tradizioni, ma ho l’impressione che con 15 pipistrelli in salotto a pensione completa, due scatole di vermi schifosi alloggiate nel cassetto del frigo da tutta l’estate e una lista della spesa prevalentemente dedicata a lei e a Creepy, non sarei credibile.

Mi pare evidente che questa casa E’ un albergo. Per animali.

Quando ero molto piccola e mi facevano quella domanda idiota del “cosa vuoi fare da grande”, spesso dicevo: “voglio fare una casa dei cani e dei gatti”

Tra 5 giorni ho 40 anni. Ho sostituito i cani con i pipistrelli, sto mettendo filosoficamente in discussione l’abitudine occidentale di avere gatti tra i piedi, e sono convinta che i cavalli prima o poi torneranno nella mia vita.

Però dai, non si può dire che non sia stata coerente.

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…faccio la bat-sitter.

Di nuovo animalini teneri e rincoglioniti per casa; di nuovo situazioni surreali tipo partire con scatola di pipistrelli e scatolina di vermi; o andare in giro per Roma con una pipistrellina rachitica infreddolita infilata nella maglietta; o ordinare un caffè e mezzo bicchiere d’acqua calda per darle da mangiare.

Di nuovo telefonate che si chiudono con un improbabile “sono cresciuti? si sono infoltiti?” ;

Di nuovo entrare nella routine e pensare che sia tutto normale finché non incontri qualcuno che con il sopracciglio alzato ti fa notare che invece no, un po’ strano lo è.

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Sentire intanto che dentro va tutto bene; che c’è una direzione; che  qualunque piega la vita prenda è la benvenuta; che in fondo poi essere felici è roba di piccole cose; che tutto è inscritto così bene che sembra quasi un cerchio; che le ferite si rimarginano anche se sono ancora così rosse; che ci saranno altri cambiamenti, ed è ovvio e giusto.

Sentire intanto che fuori è tutto diverso; che queste guerre astruse, così vicine, così sbagliate, sono fatte dagli stessi esseri umani con cui vai in vacanza, e non ha senso, e sbaglierei a dire che lo capisco, perché lo capisco così poco che non riesce nemmeno a guastarmi l’umore, che è come dire la vera distanza, la vera disumanità.

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E insomma la nuova inquilina è nera, spaventata, ha 5 anni, sterilizzata, enorme, lucida e regale. Non la conosceremo ancora per un po’ perché sta in balcone e ha detto che non uscirà per qualche giorno. Ha un nome sbagliato (“Birba” Ma dico io l’umiliazione) che le verrà cambiato appena ci rivela il suo, quello vero. Ha due occhi enormi e gialli. 


Prima conversazione: 

“Ciao Micia, io sono di quelle che lasciano in pace, non garantisco però per l’altra felina di casa. Se ti troverai male ti riporto in quell’antro puzzolente di desolazione in cui stavi da Ottobre sola con i tuoi compagni ciccioni. Ognuno ha i suoi gusti.”

“Io non ti parlo, sparisci umano sconosciuto. E da qui non esco.”

“Ok. Fai tu.Vieni Creepy, che ti coccolo.”
“Perché non gioca la felina gigante?”
” Dalle tempo, ha avuto una giornata difficile.”
” Va bene. Noi però ceniamo che ne dici? Quello che viene prima, viene prima”
“Giusto”

Purtroppo entrambe le macchine fotografiche sono fuori uso, altrimenti ve la farei vedere. Nera, comunque. 

 

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No, va beh.

Stamattina mi alzo e non trovo Ghost. 

Dopo ricerche furiose (ovvio che se non trovi un gatto cieco in una casa senza balconi, o sei Schrödinger, o lo cerchi pure in frigo) vedo la finestra del bagno.

Sinceramente, a quella del bagno proprio non ci avevo pensato.

Così, alla bella età di 8 mesi, il mio terzo gatto (su quattro), si va ad ammazzare in un modo idiota.

Non sul colpo, naturalmente. Ti vuoi risparmiare il dolore di vederla paralizzata, sanguinante e terrorizzata? Non ti vuoi passare la domenica mattina alla clinica veterinaria a farla sopprimere da una che non le trova la vena? No, scherzi, noi vogliamo tutto. Tutta la consapevolezza, tutto il dolore, tutta la pena.

Oggi non vi rispondo al telefono. E se volete fare una bella cosa, non chiedetemi niente. Ditemi solo che vi dispiace, se è vero, oppure non dite niente e parlate d’altro, oppure aspettate, ché tanto il tempo è galantuomo.

Lo so che non è colpa mia, ma oggi è un po’ difficile crederlo, non vi pare? Non avevo ancora finito di piangere Bonny e Lady, maledizione.

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Avviso ai visitatori

Si informano i gentili visitatori presenti e futuri di Casa Addams che Ghost e Creepy pur essendo ciechi hanno il loro caratterino che va oltre quel particolare delle orbite.

Nella fattispecie, Creepy ama essere accarezzata ma non vuole essere presa in braccio, e Ghost fa le fusa ma a distanza, e non vuole essere toccato. Come per i bambini, per i cani, per le piante spinose e altre creature, qui si cerca di rispettare lo spazio privato, pertanto siete pregati di non cercare di accarezzare Ghost, né di prendere in braccio Creepy. E visto che ci siamo, di non dare le ditate a me.

Altri bollettini  seguiranno.

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…a dire frasi sceme alla nuova pipistrellina.

E’ più forte di me.

“Brava Mordicchia, apri bene l’ala e fammi vedere questa frattura”

“Perché la ciucci, questa camola? è un verme, mica l’olivetta del Martini. Forza, su, usa i tuoi bei dentuzzi.”

” Lavati bene il muso bestiolina, non vedi che hai le cispe? ecco vieni qua ti aiuto col cottonfioc”

” No Mordicchia non te lo puoi togliere il kinesiotaping, cerchiamo di sistemare quest’ala dai.”

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Siccome dovrei fare le pulizie dentro a questa casa e non mi va, vi parlerò dei pipistrelli.

Come sapete, ogni tanto faccio la bat-sitter (ognuno ha i suoi hobby), quest’anno mi sono toccati i Molossi di Cestoni (ci sono altri post su di loro, con tanto di foto). La nostra convivenza funziona così: loro mangiano cacano e dormono, io mi faccio gli affari miei tranne quando gli do da mangiare, cioè 4 volte al giorno. Bevono latte, che gli do grazie ad una siringa con cannula e un ciuccio (una spugnetta piccolissima, quella degli ombretti per capirci). Loro quando prendono il ciuccio chiudono le zampe davanti (cioè le ali chiuse) sulla siringa, come se volessero tenerla. Fanno il tipico rumore di suzione, chiudono gli occhi a volte, sono in tutto  e per tutto dei piccoli mammiferi in estasi durante la poppata.

Sono buffi, molto morbidi, non si attaccano ai capelli, non sembrano topi volanti… sembrano piuttosto dei cagnolini in formato piccolissimo. Non volano perché sono cuccioli, anzi se volassero non li avrei perché non sarebbero caduti dal nido. Non mordono, anche perché all’inizio non hanno denti. Hanno un profumo stranissimo, selvatico e un pò dolciastro. Fanno le cose da cucciolo, tipo sbadigliare, grattarsi, lavarsi, sgranchirsi, litigare tra loro . Quando litigano a volte si prendono a sberle, dandosi le zampate (sempre le ali chiuse) in testa. Le zampine vere e proprie, quelle dietro, servono per tutto: arrampicarsi (salgono in retromarcia per restare a testa in giù), grattarsi , aggrapparsi.

Dopo aver mangiato devono avere la pancetta al caldo, quindi gli faccio una borsa dell’acqua calda da mettere sotto la scatola dove vivono, anche se fuori fanno tremila gradi. Loro scelgono il posto e si spiaccicano sul fondo caldo della scatola. Quando cominciano ad essere più grandi, che mettono il pelo e qualche dente, si inizia a svezzarli, con un orrendo pastone composto  di omogeneizzati e uovo. Loro gradiscono molto. Quando sono svezzati del tutto e hanno tutti i dentini belli aguzzi, possono passare agli insetti. Non avendo alcuna intenzione di crescerli cacciando falene per tutto il giorno,( anche gli hobby hanno un limite) il problema degli insetti si risolve con le camole, dei vermi schifosissimi che non vi descrivo per buon gusto.

Infine la parte più complicata: cercare di farli volare. Non sarebbe difficile, se si avesse un posto dove fare le prove di volo, ma purtroppo trovare una stanza completamente vuota (se no si vanno a infilare in qualunque pertugio buio che vedono) abbastanza bassa da riuscire a recuperarli se si appendono, ma abbastanza alta da poter volare comodamente, abbastanza ampia ecc ecc…  incredibilmente non è facile. Anzi, se dovesse vernirvene in mente una fatemelo sapere, che i cosi qui si devono esercitare.

E questo era per presentarvi i miei ospiti.

Ora devo proprio fare le pulizie, temo.

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