Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for giugno 2018

Ormai da qualche anno, in estate mi occupo di recupero pipistrelli.

L’inizio di tutto ciò è stato un ritrovamento casuale, un incontro dovuto al ritrovamento, e una curiosità dovuta all’incontro. Che al mercato mio padre comprò.

Ora che sono 8 anni, ho stilato una piccola lista, in onore dell’amica che fa le liste di qualunque cosa.

batman paro paro

Motivi per cui è bello occuparsi dei pipistrelli:

  • Sbadigliano. Lo so, sembra una sciocchezza metterlo per primo, ma ogni volta che un cucciolo mangia e poi sbadiglia io non ragiono, mi parte un cortocircuito emozionale carpiato e faccio la tipica faccia da pesce fracico che molti di noi assumono quando guardano l’oggetto d’amore (che sia un figlio, un cane, una macchina, un fidanzato, una birra e via amando). Stessa cosa quando si lavano.
  • Quando è ora, si abbioccano a testa in giù dovunque si trovino: in scatola, flexario, addosso.
  • Il loro modo di masticare è buffissimo.
  • Puoi vedere eventi insoliti e terribili come il parto di una pipistrellina debilitata in diretta; la ferocia dei litigi ( o la tenerezza della convivenza) tra occupanti di una stessa scatola; morti e sopravvivenze inspiegabili.
  • Puoi trovarti in situazioni surreali (quasi tutto diventa surreale quando ci sono dei selvatici di mezzo in effetti). Ad esempio, puoi fare una terapia ad umani con un cucciolo infilato nel reggiseno al caldo senza che nessuno se ne accorga. O andare ad uno spettacolo teatrale lasciando la scatola in macchina, che te la sei portata “perché se no passa troppo tempo tra un allattamento e l’altro”. Puoi ritrovarti al pub con amici che si innamorano della bestia (che hai con te perché l’hai appena ritirata dal luogo di caduta) e tu volevi parlare dei cavoli vostri e invece tutti lì a chiedere congetturare chiarire.
  • Puoi dire delle scemenze come ai gatti, ma ancora più assurde ( “ti dispiacerebbe sbrigarti, con la cicatrizzazione di questo patagio? Mica possiamo tenerti fino all’anno prossimo”)
  • Quando vengono recuperati dalle mamme (se neonati) o riesci a liberarli (se adulti) è un’emozione unica.

Motivi per cui non è molto bello occuparsi dei pipistrelli:

  • A lungo andare, se sono molti, in casa fanno un odore di selvatico che perdura per tutta l’estate
  • Hai un latte puzzolente sempre a portata di mano, e dei vermi schifosi nel cassetto del frigo per mesi
  • Se ti muoiono, soffri. Ancora dopo anni. E anche se non potranno essere liberati perché fratturati, rachitici, o per qualche errore (succede): i selvatici in cattività sono sgradevomente ossimorici.
  • Sono molto onerosi in termini di tempo e assiduità: mangiano spesso, vanno accuditi, non sono autosufficienti, hanno un sacco di esigenze, spesso con orario. Un accollo insomma, e senza garanzia di risultato.
  • Inevitabilmente, sono un po’ strani. E anche tu che decidi di occupartene. E se già eri un pochino eccentrico, non è d’aiuto in termini di reputazione. Per fortuna non è il mio caso.

pipio 2

Annunci

Read Full Post »

Ueilà, bentrovati.

fat redhead mermaid

Dopo settimane di impegni inzeppati fino a sera, arriva il fisiologico calo estivo, e mi ritrovo con il lusso di intere giornate in cui organizzo il lavoro anziché farlo. Questo comporta l’innegabile pregio di poterlo fare mentre bevo birra. (Direte “che culo. ” Sì ma tranquilli, c’è giustizia a questo mondo: ho preso 3 kg, come da infografica)

Siccome organizzare è quella cosa per cui -a prescindere dal risultato- si prova un piacere perverso nel districare matasse, invitare persone, inventare collegamenti, e fare liste in modo un po’ ossessivo, il tempo va via a velocità screanzata, vanificando così i pregi della pausa lavorativa.

E poi ti ritrovi a dire di sì -perché ora hai tempo- a cose che poi diventeranno un impegno. Non se ne esce, è la legge del fare.

Per esempio tempo fa avevo iniziato delle pratiche-della-domenica di ballo swing, e ovviamente adesso ce le ho anche quando non le vorrei. E’ successo una volta sola (che non le volessi) quindi benone. Ma comunque ciò ha portato all’acquisto di una cassa portatile (!) e al probabile inserimento l’anno prossimo di una doppia iscrizione ai corsi, per motivi di diversificazione dell’investimento che non vi sto a dire. Un esborso.

Per esempio sono entrata nel cicap lazio e in men che non si dica mi ritrovo in 3 gruppi di lavoro in mezzo a questi nerd assurdi tutti un po’ squinternati, e naturalmente disorganizzatissimi per cui ogni sasso diventa una montagna.

Per esempio per una serie di sfortunati eventi (no, non così sfortunati come questi) dei pipistrelli del litorale quest’anno mi occuperò solo io,  che non sono assolutamente all’altezza e già so che alla seconda settimana di recuperi fallimentari mi verrà voglia di darli al gatto appena entrata in casa.

Così, per riprendermi dallo scorno, ho pensato di fare dei bei biscottini al limone.

Come sempre ho trovato una ricetta, e l’ho stravolta togliendo cose fondamentali. Però siccome una volta tanto sono venuti  buoni (beh se piace il limone)  li metto qui:


biscotti limoneRICETTA MODIFICATA DEI BISCOTTI MOLTO LIMONOSI. (L’originale qui)

PRIMA DI TUTTO ACCENDETE IL FORNO a manetta, che se no poi vi ritrovate con un’altra di quelle situazioni in cui a fine ricetta c’è scritto mettere in forno già caldo (non so voi, ma io non lo sopporto: quando pensavi di dirmelo befana??)

Allineate davanti a voi:

250 grammi di farina (integrale, mista, mais, come vi pare)

succo e buccia grattugiata di 2 limoni

60 grammi olio di semi

80 grammi di zucchero (canna, normale, come vi pare)

2 cucchiaini di anice (o semi di papavero, o altra cosina aromatica che non faccia a botte col limone)

(acqua se serve, altra farina se serve, lievito 8 grammi se vi ci piace. A me è bastato così.)

…prendete una ciotola e impastate tutto alla cazzomannaggia, a un certo punto viene una palla. Togliete la palla dalla ciotola, impastatela ancora un po’, poi prendete teglia con carta forno e date la forma ai biscotti.

Io personalmente non vado molto sull’artistico: faccio un salsicciotto rotolando la palla sul tavolo, e poi lo taglio a rondelle, che vengono un po’ schiacciate ma figuriamoci se sto  tre ore a fare le forme, rimpastare quello che rimane, altre forme, altro residuo… ciao.

Abbassate il forno a 180 gradi, mettete dentro la teglia. Impostate il timer a 8 minuti, poi tirate fuori girate i biscotti e altri 8 minuti.

Basta, tirate fuori e lasciate freddare.

Ne ho mangiati 15 (+ 6 hg, ingrassare è facilissimo così) e ne sono rimasti altri 15, quindi per quanti biscotti è questa ricetta? (risposta +1,2 kg)

Read Full Post »