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Archive for 1 agosto 2017

In voliera fa troppo caldo, ma in scatola si sta stretti. Così da oggi ho un flexario*  in salotto, che oltre ad essere un indubbio elemento d’arredo, ha fatto felici i miei 15 pipi in riabilitazione che aspettano di imparare a volare. Ora sono tutti “apPANINati” dietro ad una tendina a fiori. Una sciccheria.

Ho un’auto nuova. Valentino si è finalmente arreso alla sua natura di macchina da rottamare (ognuno ha la sua missione, la sua era quella di spirare). In squadra con me, a fare la sciantosa al mare, è arrivata una -ovviamente- Panda, nuova stavolta, che aspetta il suo vestitino (un wrapping da esibizionista). Credo si chiami Olga, un bel nome Swing.

 

…anche questo allestimento è un’idea…

Le micie sono diventate due scapestrate, che dormono in giardino, mangiano al volo quando rientro, poi tornano fuori ad azzuffarsi con i gatti dei vicini e a pisolare sulle mie piante. Come si può intuire, le piante  non stanno proprio benissimo.

Purtroppo l’intensivo di Lindy Hop non mi ha trasformata magicamente in una ballerina provetta, quindi l’anno prossimo ricomincio da zero. Come se non bastasse, sono nel terribile momento ( accade nell’apprendimento di qualunque cosa) in cui non ricordo più l’unico passo che forse sapevo fare, confuso tra quelli che sicuramente non so fare. Quindi  nelle occasioni sociali , dove prima ballavo sfacciatamente infelicitando i poveri leader cui capitava la follower pippa, ora vado solo per sentire i concerti dal vivo. Comunque mi dice bene, visto che lo Swing è l’unico genere che io abbia mai bazzicato per il quale i gestori dei locali fanno a gara ad avere le formazioni più prestigiose e di più elementi, in totale controtendenza rispetto al panorama musicale che ho conosciuto fino ad ora (che io ricordi, nel rock nell’indipendente e nelle cover, la regola dei gestori è: pochi, poco costosi, e con molto séguito, possibilmente di sbevazzoni)

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Ho prenotato le mie vacanze, la famosa solitaria sulle isole greche che sospiro da tempo. Come sempre, finché non sarò sull’aereo, mi aspetto l’intoppo. Sono una donna ottimista, ma anch’io ho i miei limiti. Le vacanze sono senz’altro tra questi.

Tutto ciò è possibile perché mi sono nuovamente indebitata con lo stato, con la banca, e con il mio senso di autonomia. Ciccia, si hanno 40 anni una volta sola. Se non si può essere un po’ incoscienti adesso, quand’altro mai?

Ho molta voglia di scrivere, ma

1) quando si sta bene è difficile essere ironici -per me il sarcasmo è la salvezza nel dolore, non la celebrazione del gaudio- e

2) non ho tempo. Quest’anno c’è ancora tutto in ballo: lavoro, animali, persone, aperitivi, gite, piante, libri, inizi.

C’è di buono che quando il panorama è così pieno, il passato sembra lontanissimo. Anche se è passato da poco. In compenso, non si riesce a leggere un libro in breve tempo, a meno di staccare tutto (per tutto intendo telefono lavoro cervello sussistenza di base) per  almeno un giorno intero.

Mi accorgo or ora che il computer fisso fa un inquietante rumore di pop corn, il che è strano visto che l’ho ricevuto in regalo d’occasione nel klondike. Spero si mantenga, altrimenti sperimenterò il ritorno alle caverne. I pipi ne saranno entusiasti.

 

*Il flexario è una scatola grande con lo scheletro di tubi di plastica, e le pareti di zanzariera resistente. Chi non ne desidera una??

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