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Oroscopo estivo

Care sirene,

stavolta vi esorto ad inventarvi il vostro oroscopo, dice come si fa?

Come fanno tutti i creatori di oroscopi ovvero mischiando culo e buonsenso: tirando a indovinare, attingendo dalla propria esperienza, e accroccando delle verità genericamente plausibili.

Il mio, ad esempio, suona così:

Questa settimana farai qualcosa di nuovo, qualcosa di stupido, qualcosa di simbolico e almeno un bagno al mare. Ricordati di portarti un cambio.

Il punto degli oroscopi non è farli, che come vedete sono buoni tutti, è farli e dopo crederci. 

Se passate di qui e vi va, lasciate nei commenti il vostro oroscopo cui credere.  Non solo renderà tutto più surreale, ma magari sarà perfetto anche per qualcun altro oltre a voi.

Risultati immagini per mermaid

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Ormai da qualche anno, in estate mi occupo di recupero pipistrelli.

L’inizio di tutto ciò è stato un ritrovamento casuale, un incontro dovuto al ritrovamento, e una curiosità dovuta all’incontro. Che al mercato mio padre comprò.

Ora che sono 8 anni, ho stilato una piccola lista, in onore dell’amica che fa le liste di qualunque cosa.

batman paro paro

Motivi per cui è bello occuparsi dei pipistrelli:

  • Sbadigliano. Lo so, sembra una sciocchezza metterlo per primo, ma ogni volta che un cucciolo mangia e poi sbadiglia io non ragiono, mi parte un cortocircuito emozionale carpiato e faccio la tipica faccia da pesce fracico che molti di noi assumono quando guardano l’oggetto d’amore (che sia un figlio, un cane, una macchina, un fidanzato, una birra e via amando). Stessa cosa quando si lavano.
  • Quando è ora, si abbioccano a testa in giù dovunque si trovino: in scatola, flexario, addosso.
  • Il loro modo di masticare è buffissimo.
  • Puoi vedere eventi insoliti e terribili come il parto di una pipistrellina debilitata in diretta; la ferocia dei litigi ( o la tenerezza della convivenza) tra occupanti di una stessa scatola; morti e sopravvivenze inspiegabili.
  • Puoi trovarti in situazioni surreali (quasi tutto diventa surreale quando ci sono dei selvatici di mezzo in effetti). Ad esempio, puoi fare una terapia ad umani con un cucciolo infilato nel reggiseno al caldo senza che nessuno se ne accorga. O andare ad uno spettacolo teatrale lasciando la scatola in macchina, che te la sei portata “perché se no passa troppo tempo tra un allattamento e l’altro”. Puoi ritrovarti al pub con amici che si innamorano della bestia (che hai con te perché l’hai appena ritirata dal luogo di caduta) e tu volevi parlare dei cavoli vostri e invece tutti lì a chiedere congetturare chiarire.
  • Puoi dire delle scemenze come ai gatti, ma ancora più assurde ( “ti dispiacerebbe sbrigarti, con la cicatrizzazione di questo patagio? Mica possiamo tenerti fino all’anno prossimo”)
  • Quando vengono recuperati dalle mamme (se neonati) o riesci a liberarli (se adulti) è un’emozione unica.

Motivi per cui non è molto bello occuparsi dei pipistrelli:

  • A lungo andare, se sono molti, in casa fanno un odore di selvatico che perdura per tutta l’estate
  • Hai un latte puzzolente sempre a portata di mano, e dei vermi schifosi nel cassetto del frigo per mesi
  • Se ti muoiono, soffri. Ancora dopo anni. E anche se non potranno essere liberati perché fratturati, rachitici, o per qualche errore (succede): i selvatici in cattività sono sgradevomente ossimorici.
  • Sono molto onerosi in termini di tempo e assiduità: mangiano spesso, vanno accuditi, non sono autosufficienti, hanno un sacco di esigenze, spesso con orario. Un accollo insomma, e senza garanzia di risultato.
  • Inevitabilmente, sono un po’ strani. E anche tu che decidi di occupartene. E se già eri un pochino eccentrico, non è d’aiuto in termini di reputazione. Per fortuna non è il mio caso.

pipio 2

Ueilà, bentrovati.

fat redhead mermaid

Dopo settimane di impegni inzeppati fino a sera, arriva il fisiologico calo estivo, e mi ritrovo con il lusso di intere giornate in cui organizzo il lavoro anziché farlo. Questo comporta l’innegabile pregio di poterlo fare mentre bevo birra. (Direte “che culo. ” Sì ma tranquilli, c’è giustizia a questo mondo: ho preso 3 kg, come da infografica)

Siccome organizzare è quella cosa per cui -a prescindere dal risultato- si prova un piacere perverso nel districare matasse, invitare persone, inventare collegamenti, e fare liste in modo un po’ ossessivo, il tempo va via a velocità screanzata, vanificando così i pregi della pausa lavorativa.

E poi ti ritrovi a dire di sì -perché ora hai tempo- a cose che poi diventeranno un impegno. Non se ne esce, è la legge del fare.

Per esempio tempo fa avevo iniziato delle pratiche-della-domenica di ballo swing, e ovviamente adesso ce le ho anche quando non le vorrei. E’ successo una volta sola (che non le volessi) quindi benone. Ma comunque ciò ha portato all’acquisto di una cassa portatile (!) e al probabile inserimento l’anno prossimo di una doppia iscrizione ai corsi, per motivi diplomatici che non vi sto a dire. Un esborso.

Per esempio sono entrata nel cicap lazio e in men che non si dica mi ritrovo in 3 gruppi di lavoro in mezzo a questi nerd assurdi tutti un po’ squinternati, e naturalmente disorganizzatissimi per cui ogni sasso diventa una montagna.

Per esempio per una serie di sfortunati eventi (no, non così sfortunati come questi) dei pipistrelli del litorale quest’anno mi occuperò solo io, che non sono assolutamente all’altezza e già so che alla seconda settimana di recuperi fallimentari mi verrà voglia di darli al gatto appena entrata in casa.

Così, per riprendermi dallo scorno, ho pensato di fare dei bei biscottini al limone.

Come sempre ho trovato una ricetta, e l’ho stravolta togliendo cose fondamentali. Però siccome una volta tanto sono venuti  buoni (beh se piace il limone)  li metto qui:


biscotti limoneRICETTA MODIFICATA DEI BISCOTTI MOLTO LIMONOSI. (L’originale qui)

PRIMA DI TUTTO ACCENDETE IL FORNO a manetta, che se no poi vi ritrovate con un’altra di quelle situazioni in cui a fine ricetta c’è scritto mettere in forno già caldo (non so voi, ma io non lo sopporto: quando pensavi di dirmelo befana??)

Allineate davanti a voi:

250 grammi di farina (integrale, mista, mais, come vi pare)

succo e buccia grattugiata di 2 limoni

60 grammi olio di semi

80 grammi di zucchero (canna, normale, come vi pare)

2 cucchiaini di anice (o semi di papavero, o altra cosina aromatica che non faccia a botte col limone)

(acqua se serve, altra farina se serve, lievito 8 grammi se vi ci piace. A me è bastato così.)

…prendete una ciotola e impastate tutto alla cazzomannaggia, a un certo punto viene una palla. Togliete la palla dalla ciotola, impastatela ancora un po’, poi prendete teglia con carta forno e date la forma ai biscotti.

Io personalmente non vado molto sull’artistico: faccio un salsicciotto rotolando la palla sul tavolo, e poi lo taglio a rondelle, che vengono un po’ schiacciate ma figuriamoci se sto  tre ore a fare le forme, rimpastare quello che rimane, altre forme, altro residuo… ciao.

Abbassate il forno a 180 gradi, mettete dentro la teglia. Impostate il timer a 8 minuti, poi tirate fuori girate i biscotti e altri 8 minuti.

Basta, tirate fuori e lasciate freddare.

Ne ho mangiati 15 (+ 6 hg, ingrassare è facilissimo così) e ne sono rimasti altri 15, quindi per quanti biscotti è questa ricetta? (risposta +1,2 kg)

Non mi rassegnerò mai all’incredibile tristezza del dimenticarsi a vicenda.

Organizzare con efficacia sostanzialmente significa fare il possibile, e poi lasciare che tutto vada un po’ come gli pare.

Ospitare qualcuno a casa comporta il mettere una lente sulle proprie manie.

I glicini, le api e le rondini arrivano tutti insieme. I peli dei gatti in muta, i germogli e i pazienti-che-si-aggiungono, invece, sono graduali (ma  inesorabili).

giardino

Siamo genericamente più definiti dall’assortimento dei nostri difetti, che dallo sforzo con cui abbiamo ottenuto i nostri pregi.

Per me è necessario avere grande entusiasmo all’inizio di ogni cosa, senza quella spinta mi è impossibile reggere la botta delle inevitabili difficoltà.

Ballare è più difficile di quanto ricordassi, ma anche molto più utile di quanto credessi.

I tre giorni del convegno “Medicina Alimentazione e Pseudoscienze” sono stati bellissimi. Estrapolo dei consigli che mi rigirano per la testa:

  • Scegli le tue battaglie. Non tutto e non tutti valgono il tuo impegno.
  • Per la comunicazione scientifica con chi la pensa in modo diverso, fai tante domande per capire le premesse dell’altro: spesso l’informazione non passa perché non ci sono gli stessi presupposti.

 

 

 

Le rondini!!

Illustrazione Susanna Gentili

 

Care sirene,

in questi giorni siete alle prese con un dilemma ricorrente, trasversale e antico quanto la storia degli umani: se perseverare o meno in un progetto difficile e faticoso, al quale tenete.

Che si tratti di un lavoro, una relazione, la preparazione di un viaggio, o quello che vi pare, conviene capire prima possibile qual è il nodo principale.

Se si tratta di fare compromessi ( e allora sì) o di snaturarvi (e allora no);

se la difficoltà è nella comunicazione (e allora forse sì) o nell’Essenza (e allora proprio no);

se c’è ancora qualcosa di intentato (e allora fatelo) o avete fatto tutto quanto era in vostro potere, e ora tocca a qualcun altro (e allora magari diteglielo)

Ma sopra ad ogni cosa, la Vera Domanda Malefica è:

ne vale la pena??

 

Neve

Complice la neve, oggi sono sonnacchiosa morbida e voluttuosa, e me ne resto a casa (prima quella di Thekisser, e poi la mia) a fare i bilanci.

I bilanci sono quella cosa che a seconda dell’umore del momento possono essere belli o brutti, ma tanto uno li fa sempre, quindi preferisco considerarli necessari, o almeno utili, se non altro per fare pulizia.

Ma per farli bisogna aprire un Chianti, come minimo.

Le mie foto di Roma con la neve le descrivo, così potete guardarle anche se siete ciechi (fatevele leggere da qualcuno in quel caso)

  • La Casilina bianca al risveglio, lenzuola a righe, mille baci a rubare ancora un po’ di leggerezza prima delle beghe da risolvere, e colazione con gli uccellini alla finestra
  • Mettere in ordine dei libri non miei – voluttà da compulsivi- senza esagerare perché ancora non ci conosciamo abbastanza
  • Lo scalo in una norcineria enorme fantastica in cui cercare di acquistare solo il minimo
  • La via del mare con neve, sole, sottofondo di radio classica e odore di porchetta calda che avevo preso perché “metti che me se ferma la macchina sul raccordo?”
  • Creepy che zampetta in giardino su un tappeto soffice e ghiacciato per la prima volta , liberare avocadi e coronilla dal carico, l’orchidea selvatica con i boccioli rosa ostinatamente visibili nel bianco
  • Swiffer sdraiata su di me in una pausa tra le faccende domestiche
  • Vino e camino e il computer aperto con la playlist swing, le ricette con arancia e uvetta, e sul tavolo 3 libri da studiare e 1 da leggere

Dice va beh, queste sò le foto, ma sti bilanci andò stanno?

Qui:

I conoscenti dell’associazione che si occupa di senza dimora – in cui sono stata per qualche mese- mi ricordano che queste felicità assolute e perfette, lo sono solo perché ho il culo di non vivere in strada, e di poter riscaldare casa (mia, peraltro) quanto mi pare. La neve non è roba da poveri.

L’altra volta che ne ha fatta tanta così, abitavo in una casa che continuo a sognare di notte di tanto in tanto, ma che da sveglia non può competere con questa, anche perché lì il camino non c’era; avevo due gatte diverse da quelle che ho ora, sedute sulla mensola sopra al termosifone facevano quello che fanno Creepy e Swiffer adesso: mi ricordano che gli umani sono solo una delle specie animali in circolazione,e di sicuro non la migliore ; all’epoca sono andata a trovare amici diversi da quelli che vedrò questa settimana; sentivo la stessa musica, ma non la ballavo; avevo più paura, e meno voglia di scienza in corpo; ma dopotutto scrivevo qui, per aggiornare le stesse persone di allora.

basho