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Drunkhoroscope

fat redhead mermaid

Care sirenette,

in linea di massima in questo periodo è il vostro compleanno.

E se non lo è, comunque anche per voi è Capodanno. (Ve lo devo dire io, che settembre è Capodanno? No. )

Insomma c’è da festeggiare.

E festeggerete, infatti. Questo vi ricorderà quant’è bello fare festa, soprattutto se avete passato i 40 come la sottoscritta, e starete lì a pensare quale altro festeggiamento potete architettare a breve .

Di motivi ce n’è mille, e se mi scrivete in privato vi fornisco qualche scusa a prova di bomba (scrivete ora che sono brilla però, che ho le idee migliori).

Il mio vaticinio per i baccanali è: berrete molto, vedrete persone importanti, deciderete cose fondamentali.

E adesso via:  è ora del bicchiere della staffa!

 

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Animalia & co.

Come molte altre notti di questa estate, Swiffer anche oggi ha dormito fuori. Per le 8, davanti alla porta finestra, ha sfoderato il suo miagolio -che purtroppo per me io trovo adorabile, quindi non riesco a spazientirmi-  si è fatta aprire, si è lanciata sui croccantini, dopodiché è filata sul ripiano preferito a dormire come un sasso.

Un’adolescente insomma.

Forse dovrei farle presente che questa casa non è un albergo, come nelle migliori tradizioni, ma ho l’impressione che con 15 pipistrelli in salotto a pensione completa, due scatole di vermi schifosi alloggiate nel cassetto del frigo da tutta l’estate e una lista della spesa prevalentemente dedicata a lei e a Creepy, non sarei credibile.

Mi pare evidente che questa casa E’ un albergo. Per animali.

Quando ero molto piccola e mi facevano quella domanda idiota del “cosa vuoi fare da grande”, spesso dicevo: “voglio fare una casa dei cani e dei gatti”

Tra 5 giorni ho 40 anni. Ho sostituito i cani con i pipistrelli, sto mettendo filosoficamente in discussione l’abitudine occidentale di avere gatti tra i piedi, e sono convinta che i cavalli prima o poi torneranno nella mia vita.

Però dai, non si può dire che non sia stata coerente.

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Sirene e sireni, bentornati al consueto appuntamento con le stelle immaginarie.

Secondo le mie previsioni  in questo periodo avete fatto il possibile per mettere a riposo il cervello, e questo vi fa onore, perché non c’è peggior creatura fantastica di quella che pensa di non potersi fermare mai.

pirata e sirena

Come avrete notato, i pensieri -ora meno stretti nella morsa del dovere- anziché fermarsi come altri anni, questa volta tendono a rivelarsi in tutta la loro esuberante creatività. Non mi stupirebbe se nei prossimi giorni trovaste finalmente l’ispirazione perduta – o mai avuta- per qualcosa di totalmente inaspettato. Questo è un anno così, e così va preso.

Non lasciate annacquare questa splendida spinta creatrice tra le pur sacrosante pigrizie delle parole crociate: annotatela a margine del foglio, e lasciate che germogli in un mondo subcosciente. Tra non molto, diventerà progetto, e poco dopo azione.

A quel punto vi aspetto con i racconti di quello che sarà diventata.

Buon agosto a voi.

 

In voliera fa troppo caldo, ma in scatola si sta stretti. Così da oggi ho un flexario*  in salotto, che oltre ad essere un indubbio elemento d’arredo, ha fatto felici i miei 15 pipi in riabilitazione che aspettano di imparare a volare. Ora sono tutti “apPANINati” dietro ad una tendina a fiori. Una sciccheria.

Ho un’auto nuova. Valentino si è finalmente arreso alla sua natura di macchina da rottamare (ognuno ha la sua missione, la sua era quella di spirare). In squadra con me, a fare la sciantosa al mare, è arrivata una -ovviamente- Panda, nuova stavolta, che aspetta il suo vestitino (un wrapping da esibizionista). Credo si chiami Olga, un bel nome Swing.

 

…anche questo allestimento è un’idea…

Le micie sono diventate due scapestrate, che dormono in giardino, mangiano al volo quando rientro, poi tornano fuori ad azzuffarsi con i gatti dei vicini e a pisolare sulle mie piante. Come si può intuire, le piante  non stanno proprio benissimo.

Purtroppo l’intensivo di Lindy Hop non mi ha trasformata magicamente in una ballerina provetta, quindi l’anno prossimo ricomincio da zero. Come se non bastasse, sono nel terribile momento ( accade nell’apprendimento di qualunque cosa) in cui non ricordo più l’unico passo che forse sapevo fare, confuso tra quelli che sicuramente non so fare. Quindi  nelle occasioni sociali , dove prima ballavo sfacciatamente infelicitando i poveri leader cui capitava la follower pippa, ora vado solo per sentire i concerti dal vivo. Comunque mi dice bene, visto che lo Swing è l’unico genere che io abbia mai bazzicato per il quale i gestori dei locali fanno a gara ad avere le formazioni più prestigiose e di più elementi, in totale controtendenza rispetto al panorama musicale che ho conosciuto fino ad ora (che io ricordi, nel rock nell’indipendente e nelle cover, la regola dei gestori è: pochi, poco costosi, e con molto séguito, possibilmente di sbevazzoni)

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Ho prenotato le mie vacanze, la famosa solitaria sulle isole greche che sospiro da tempo. Come sempre, finché non sarò sull’aereo, mi aspetto l’intoppo. Sono una donna ottimista, ma anch’io ho i miei limiti. Le vacanze sono senz’altro tra questi.

Tutto ciò è possibile perché mi sono nuovamente indebitata con lo stato, con la banca, e con il mio senso di autonomia. Ciccia, si hanno 40 anni una volta sola. Se non si può essere un po’ incoscienti adesso, quand’altro mai?

Ho molta voglia di scrivere, ma

1) quando si sta bene è difficile essere ironici -per me il sarcasmo è la salvezza nel dolore, non la celebrazione del gaudio- e

2) non ho tempo. Quest’anno c’è ancora tutto in ballo: lavoro, animali, persone, aperitivi, gite, piante, libri, inizi.

C’è di buono che quando il panorama è così pieno, il passato sembra lontanissimo. Anche se è passato da poco. In compenso, non si riesce a leggere un libro in breve tempo, a meno di staccare tutto (per tutto intendo telefono lavoro cervello sussistenza di base) per  almeno un giorno intero.

Mi accorgo or ora che il computer fisso fa un inquietante rumore di pop corn, il che è strano visto che l’ho ricevuto in regalo d’occasione nel klondike. Spero si mantenga, altrimenti sperimenterò il ritorno alle caverne. I pipi ne saranno entusiasti.

 

*Il flexario è una scatola grande con lo scheletro di tubi di plastica, e le pareti di zanzariera resistente. Chi non ne desidera una??

Risultati immagini per flexarium

…che poi aveva ragione la Leoncina (che se vi ricordate è mia mamma):

Se hai tempo di stare al computer, non hai tempo di vivere. E viceversa.

E adesso, benedetto viceversa.

Dalla mia postazione in macchina (ormai diventata succursale di casa) ieri sera al telefono organizzavo contemporaneamente:

  • un evento con i pipistrelli
  • un clandestino* di swing al porto
  • due regali, uno di matrimonio e uno di 40 anni
  • un menù
  • un piano settimanale

…e ora vado, che sono in ritardo dalla paziente, da un’amica, all’appuntamento telefonico con un’altra, in azienda agricola, e in campagna.

La revisione di questo pezzo verrà eseguita in data da destinarsi.

*Un ballo clandestino è un raduno in strada non autorizzato per ballare insieme. Diversamente dal Flash mob, non ha una coreografia definita né una finalità diversa dal semplice ballare.

Risultati immagini per clandestino swing

Oroscopo Sirene

Per i prossimi giorni, che come vi sarete accorte sono intensi e brillanti come si conviene alle correnti di primavera, prevedo che tutte noi sirene saremo impegnate in un complesso numero di giocoleria.

Teniamo sempre presenti i punti fondamentali:

  • Incastrare gli impegni di tutti deve sempre tener conto, in primo luogo, della conservazione della nostra parte. Una sirena scontenta non è utile a nessuno.
  • Ogni tanto, scivolare segretamente in un turpiloquio da Troll è utile: troppa eleganza rende distanti.
  • L’orgoglio per un lavoro ben fatto è importante tanto quanto la voglia di migliorarsi, l’ambizione senza soddisfazione è solo ansia.
  • Teniamoci uno spazietto per fare gli occhi dolci a qualcuno: il canto delle sirene è proverbiale, ma senza desiderio è difficile cantare.
  • …e soprattutto, mai dico mai venire meno alla regola fondamentale: solidarietà tra creature fantastiche! L’ostilità ha senso solo tra immortali.

 

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Aprile 2017

Ora che mi sento come un topo nel formaggio, mi capita di fantasticare sul futuro: il prossimo passo è probabilmente un casale (disclaimer per i miei genitori: tra MOLTI anni, e comunque possono stare tranquilli che quel giorno non chiederò a loro un aiuto per il trasloco )

Il destino, invece di pensare: “Beh vedi, si sente così tranquilla che ha ripreso a fare progetti, ha pure recuperato la fissa del casale!”, deve aver pensato al trasloco come i miei, e così sta allestendo un bel po’ di piacevolezze per non farmi sentire neanche l’ombra di una stasi.

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Tornare a pattinare, per dire, mi ha riportato un piacere del movimento che cercavo da tempo. Non sarebbe stato possibile senza l’osteopata, dalla quale peraltro torno tra un’oretta.

L’osteopata è una iusm (non fisioterapista quindi), bionda gnocca sportiva e svampita. Tutti dicevano che è bravissima. Io la detestavo. Pensavo fosse spocchiosa, e falsa.

Così ho pensato: “Stelmarì, non è da te. O sei gelosa perché ti dicono che è brava (che ci può stare),  oppure è un pregiudizio perché non è fisioterapista, e questo è il modo insopportabile che hanno molti tuoi colleghi di sentirsi Stocazzo, quindi rimettiti a studiare come prima cosa, dopodiché riprova a prendere appuntamento e vai a vedere perché ti sta sul culo”. E così ho fatto. E’ brava veramente, quindi finalmente anch’io ho un’aggiustaossa. Senza contare che riprendere a studiare è sempre un bene.

Mi sono anche innamorata del Lindy Hop (il ballo swing), per cui adesso faccio quelle robe surreali di passare la domenica mattina sui tutorial per imparare i primi passi (sono una pippa) in attesa di iscrivermi ad un corso. Mi devo sbrigare, perché quest’anno a Senigallia ci vado, e vorrei evitare di farmi prendere troppo in giro.

Sebbene io non ne faccia una questione di dignità, sia chiaro: quella l’ho persa tanti, tanti anni fa, credo quel giorno in cui ho preso l’autobus da Piazza Sempione verso Tiburtina, sola, vestita da Sailor Moon, in un’epoca in cui i cosplayer di oggi non erano ancora nati. Avevo 24 anni, e se ci ripenso ancora oggi credo che di tante figure di merda quella sia stata una delle più rischiose… Ma non divaghiamo.

Oltre al pattinaggio, al Lindy Hop, al lavoro, al fare il salvadanaio al solo nobile scopo di pagare le tasse, al temere questa guerra che vedo arrivare a grandi falcate, e a constatare le 10 piccole differenze tra i miei rapporti di qualche tempo fa e quelli di ora, continuo a godermi micie e giardino.

Ieri di Upupe sul pino davanti casa ce n’erano DUE (l’anno scorso una) come a dire che anche loro volevano fare la loro parte per movimentare la questione. Mi è dispiaciuto non aver segnato quest’anno il giorno in cui ho notato l’arrivo delle rondini, fatto sta che ora il lungomare è tutto uno stridìo.

Sono stata in barca per Emergency, sto visitando Roma come poche altre volte, ho creato un gruppo per chi vuole sapere cosa c’è di molto fico da fare , e adesso vado a farmi aggiustare le ossa.

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